Gaming Disorder, dipendenza da videogiochi riconosciuta come malattia dall’Oms

Siete tra i genitori da sempre convinti che i bambini passino troppo tempo davanti ai videogiochi? L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto sapere che presto la dipendenza da videogames verrà inserita nella International Classification of Diseases, ossia la lista ufficiale delle malattie esistenti.

Sul sito ufficiale dell’OMS si legge che il Gaming Disorder (questo il nome della dipendenza da videogiochi) includerà una serie di comportamenti che denotano mancanza di controllo sul gioco, come ad esempio:

  • precedenza al gioco rispetto ad altre attività ed interessi quotidiani
  • escalation del problema nonostante il manifestarsi delle conseguenze negative (ad esempio il bambini comincia ad andare male a scuola perché non dedica tempo allo studio, ma anziché rimettersi sui libri gioca ancora di più)

Per capire meglio di cosa voglia dire Gaming Disorder, vi mostriamo di seguito un video in cui una madre tenta invano di convincere suo figlio a smettere di giocare.

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Attenzione però a non andare nel panico. La passione per i videogiochi può essere vissuta in maniera completamente sana (insegnare ai bambini a gestirla è dovere dei genitori), e il disturbo da Gaming Disorder esiste laddove il problema comportamentale compromette in maniera significativa le funzioni familiari, sociali e occupazionali per almeno 12 mesi. Per capirci, i videogiochi non sono il male, così come non lo sono di per sé molte delle cose che possono creare dipendenza (tra cui la cioccolata).

Si tratta di un rischio a cui sono esposti anche gli adulti, ma è chiaro che, alla loro giovane età, i bambini sono senz’altro gli individui più esposti. Di conseguenza, è importante seguirli e accompagnarli nel processo di crescita, aiutandoli nel variare le loro attività, puntando (quando e dove possibile) sull’esercizio fisico  (passare ore ed ore davanti ai videogiochi non fa bene nemmeno al peso e allo stress).

La buona notizia, dal momento che il problema esiste già e numerosi casi sono seguiti in tutto il mondo, è che l’inserimento della dipendenza da videogames tra le malattie ufficialmente riconosciute aumenterà la sensibilizzazione di molti genitori verso questo disturbo.

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